BENVENUTI A BIA’, LA VERA CITTA’ DEL MULINO BIANCO, PER ASSISTERE AL PIÙ’ GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BIG BANG di Alberto Negri

Alle entrate principali di Abbiategrasso l’assessore al turismo dovrebbe mettere un cartello che recita: “Benvenuti nella città perfetta del Mulino Bianco”.  Se infatti  si  leggono gli articoli della stampa locale, tranne qualche piccolo e insignificante fatterello di cronaca nera, a Bià è tutto un susseguirsi, durante l’intero arco dell’anno solare, di feste, festival, festicciole, eventi, pranzi, cene, concerti musicali, fiere, spettacoli, fuochi pirotecnici, nani e ballerine.

E ogni piccolo o grande evento viene presentato da amministratori, decisori, organizzatori, giornalisti locali, come “il più grande spettacolo dopo il big bang” , come il più grande successo di pubblico mai registrato negli annali locali.

Dal concerto all’Annunciata al gorgonzola in piazza tutto contribuisce in qualche modo a regalarci un’immagine di paese di bengodi, dove benessere, pance piene, cultura slow la fanno da padroni.

E’ strano che in una simile stupefacente città vi siano ancora centinaia di appartamenti invenduti. Come mai tutti i Milanesi, i Lombardi, gli Italiani non corrono ad acquistare casa da noi ?

E’ strano che le piccole e medie industrie del territorio continuano a chiudere o a de- localizzarsi, mentre moltissime famiglie non riescono a mantenere quel livello di vita che negli anni passati si erano faticosamente guadagnati e  agli sportelli della Caritas il numero di utenti sia in aumento..

E’ strano che non solo la disoccupazione sia in aumento esponenziale ma che  soprattutto  i giovani abbiatensi siano costretti ad emigrare in altri territori per trovare un lavoro.

E’ strano che quando cerchi un lavoro a Milano, se dici di essere di Abbiategrasso e di utilizzare il treno come mezzo di trasporto vieni visto male, cioè come un potenziale portatore di ritardi quotidiani. Ed è logico che nessuna azienda voglia portarsi a casa un ritardatario cronico. Abitare ad Abbiategrasso è diventato un handicap perché ormai la linea ferroviaria locale, nonostante la stazione della Bruciata, è riconosciuta a livello nazionale come una delle linee più disastrate. Anche in questo caso negli anni sono cambiate le amministrazioni ma il risultato finale  per i lavoratori pendolari è sempre lo stesso, cioè uno schifo.

E’ strano leggere tutta la sicurezza messa in campo da polizia locale e forze dell’ordine e poi accorgersi che gli appartamenti svuotati sono tanti, anzi tantissimi, con molti cittadini che neppure più fanno denuncia per sfiducia nei risultati.

E’ strano che si inaugurano nuovi  ospedali  e poi può capitare di  fare sette ore di coda al Pronto Soccorso di Magenta, dove oltretutto  la privacy di chi arriva è nulla, perché si è costretti a raccontare i propri dolori e malanni allo sportello del triagy davanti a tutti coloro che sono in attesa. Per non dire delle passerelle del 118, gli operatori con le barelle devono fare lo slalom fra i pazienti in attesa. E vi assicuro che non è il massimo della vita.

E’ strano che soprattutto nelle sere  d’inverno in diversi quartieri  della città si respira un’aria malsana, con fumi che prendono alla gola, provenienti non si sa bene da dove, forse anche da camini difettosi, non controllati da nessuno.

E’ strano che se ti portano via la macchina con il carro-attrezzi oltre a dover pagare la multa, che è un dovere se hai sbagliato, devi poi recarti in una carrozzeria difficile da  raggiungere a piedi e lì, per poter ritirare la tua auto, sei costretto a versare una tangente di 111 euro, solo perché questa è la convenzione decisa con il Comune. E quei soldi non vanno a finanziare i servizi sociali del Comune, ma entrano nelle tasche del privato.

E’ perfino strano che anche l’unica opposizione esistente in questa città si sia divisa, diventando così sempre più politicamente ininfluente, mentre all’interno della maggioranza il solito Lovati deve pagare per tutti. Proprio come era successo nell’amministrazione precedente.

Infine è strano che sicuramente arriveranno risposte a queste mie considerazioni del tutto legittime, non però sul merito delle questioni sollevate, ma come al solito con attacchi ad personam, tipici di chi, non avendo argomentazioni, non trova di meglio che prendersela con l’estensore dell’articolo.

Ma così è, mentre l’ennesimo “strano” anno abbiatense volge al termine e un altro “strano” anno si appresta a raggiungerci, affinchè tutto cambi perchè  nulla cambi  davvero.

Alberto Negri