OLTRE LA PROTESTA, SERVE UNA PROPOSTA COMPLESSIVA DI TRASPORTO PUBBLICO

Ebbene ci risiamo, inizia il caldo, i treni cominciano a non funzionare e non sarei onesto se non sentissi una certa stanchezza: Dopo anni siamo ancora al punto di partenza. Impianti di condizionamento non funzionanti, cancellazioni, ritardi, rischi fisici per i viaggiatori (e non clienti, dato che stiamo parlando di servizio pubblico) materiale rotabile degli anni 70 e un raddoppio della linea che aspettiamo dal 1963.
Tanti i fattori che hanno portato la linea Milano-Mortara ad essere la cenerentola del trasporto ferroviario lombardo e il primo nella lista è che siamo un territorio poco densamente abitato rispetto ad altre zone della regione il che, detta detta in soldoni, significa scarso appeal elettorale. Questo però non può essere una scusa che sollevi i vari soggetti locali istituzionali dalle proprie responsabilità.
Perché se è vero che Regione e Stato hanno le loro enormi responsabilità, a livello locale non si è mai visto un impegno concreto che non andasse oltre la sterile lamentela, senza una proposta di progetto complessivo che andasse a riguardare i traporti nel sul insieme: ferrovia, trasporto pubblico su gomma e trasporto dolce come bike sharing.
Anzi, abbiamo visto consiglieri comunali della precedente legislatura volantinare in mezzo al traffico a favore della superstrada, siamo sempre lì: il trasporto privato prima di quello pubblico… non è questo il luogo per discutere di superstrada si superstrada no, ma se un decimo dell’impegno che abbiamo visto dei nostri politici rivolto a certi tipi di infrastrutture lo avessimo visto per la ferrovia, forse non saremmo arrivati a questo punto.
L’altra sera, Martedì 10 luglio, in quanto rappresentante di ZYME ho partecipato alla Consulta intercomunale dei trasporti che raggruppa o dovrebbe raggruppare 15 comuni del Sud ovest milanese. Purtroppo come spesso accade da quando la giunta Arrara ha dato vita a questa consulta, i comuni presenti non erano neanche un terzo di quelli previsti. E’ ovvio che in questo contesto è impensabile fare proposte integrate e avere potere contrattuale nei confronti dei livelli istituzionali superiori. Ancora una volta ogni comune e agisce da solo per il proprio campanile e ritorniamo quindi al solito problema tipicamente italico di non riuscire a fare sistema, a fare rete.
Come dicevo, Martedì sera abbiamo formulato un documento indirizzato a Roberto Maroni, presidente di Regione Lombardia, con le richieste da minimo sindacale per un servizio ferroviario perlomeno sopportabile dai viaggiatori,  la quale è stata presentata mercoledì da un gruppo di Sindaci come delegazione dei comuni del nostro territorio. L’ennesimo e tristemente rituale “incontro in Regione”. E’ ovvio però che fino a quando la consulta non avrà una piena legittimità non potrà avere quell’autorevolezza necessaria per passare dal piano della protesta a quello della proposta. In fase di costituzione della consulta, nella riunione di consulta dell’11/04/2017, è stata vagliata l’ipotesi che allo scadere del mandato della giunta Ararra, la guida della consulta sarebbe passata a Vigevano e come ZYME ci auguriamo che il neo sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai si adoperi per rendere più efficiente la consulta affiancando il sindaco Sala di Vigevano. E’ necessario per un comune come Abbiategrasso porsi come capofila nel Sud Ovest.
ZYME in questi anni ha fatto numerose proposte per il trasporto pubblico (le potete trovare sul sito www.zyme.mi.it) e lo ha fatto partendo da un’idea ben precisa: dobbiamo smettere di pensare alla ferrovia come ad un mero servizio pendolari per trasportare persone da Abbiategrasso verso Milano. Dobbiamo infatti immaginare un progetto complessivo che pensi a portare turisti da Milano verso Abbiategrasso e Vigevano, ovvero la Ferrovia non più come servizio assistenziale al lavoratore/studente, ma come motore di sviluppo pensato in collaborazione con la Città Metropolitana, in ottica suburbana e per fare ciò bisogna integrare ferro e autobus con tariffe integrate dove il raddoppio il raddoppio diventa un si ne qua non imprescindibile.  Se il nostro territorio sconta il grave Handicap di essere poco rilevante in termini in popolazione e “potere pendolare” dobbiamo fare in modo che da problema ferrovia si trasformi in opportunità. A quel punto non dovremmo più elemosinare i soldi da Regione o Stato, ma saranno attori pubblici e privati a voler investire nel nostro territorio. Per non parlare dei collegamenti fluviali in prospettiva della riapertura dei navigli milanesi…
Sabato ZYME era presente a Vigevano nel piazzale della stazione al Sit-in di protesta organizzato dai pendolari di oltre Ticino dove era presente l’ex presidente dell’euro parlamento e attuale capogruppo dei Socialisti e Democratici europei Gianni Pittella; Troviamo positive le sue parole e la sua lettera agli amministratori di TreNord, ma purtroppo rimangono tali e non vorremmo che i pendolari diventino strumentali in periodo elettorale, prima di ricadere nel dimenticatoio dell’agenda politica partitica.
Alessandro Pecoraro
ZYME associazione politico culturale
servizio TGR sui pendolari della Milano Mortara